RICORSI AVVERSO LE CARTELLE DI RISCOSSIONE

EQUITALIA - AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE

ROTTAMAZIONE E SALDO E STRALCIO

L’articolo 3 del Decreto Legge n. 119/2018 ha introdotto la Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione (cosiddetta “Rottamazione-ter”), in favore di tutti coloro che hanno uno o più debiti con Agenzia delle entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (a cui vanno aggiunte le relative proroghe).

Al fine di conoscere la propria posizione debitoria vi è la necessità di richiedere all'ente riscossore una ESTRATTO DI RUOLO che attesti ed esponga l'elenco dei debiti vantati dall'Agenzia in nome e per conto di altri enti o creditori.

La Definizione agevolata prevede la possibilità estinguere i debiti iscritti a ruolo contenuti nelle cartelle di pagamento, versando le somme dovute senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora. Per le multe stradali non si pagano gli interessi di mora e le maggiorazioni previste dalla legge.

Sono da aggiungere a quanto dovuto le somme maturate a favore dell’Agente della riscossione a titolo di aggio, spese per procedure esecutive e diritti di notifica.

Tale "definizione" nasce dalle leggi sulla ROTTAMAZIONE delle cartelle esattoriali dovute dai contribuenti alla Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia).


ATTENZIONE !


NON TUTTI I DEBITI RISCONTRATI ALL'INTERNO DELL'ESTRATTO DI RUOLO SONO DOVUTI !


Spesso, il contribuente che aderisce alla rottamazione (o al saldo e stralcio) non conosce i suoi diritti e aderisce alla "definizione agevolata" per l'intero ammontare del debito.

Lo studio legale dell'avv. Nicola Palma offre una consulenza a 360 gradi sulle cartelle esattoriali dando al contribuente / debitore la possibilità di presentare ricorso (in commissione tributaria o al tribunale competente) avverso le cartelle i cui debiti non sono dovuti.

Tale procedura agevola il contribuente nel formulare una proposta di definizione agevolata all'Agenzia delle Entrate Riscossione SOLAMENTE PER LE CARTELLE I CUI DEBITI SONO EFFETTIVAMENTE E LEGITTIMAMENTE DOVUTI, scorporando tutte quelle per le quali si presenta eventualmente ricorso.


COME RICHIEDERE L'ANNULLAMENTO (O SGRAVIO)

L’Agenzia delle entrate-Riscossione ha il compito di riscuotere ma la richiesta di pagamento vera e propria arriva dagli enti pubblici creditori (INPS, Agenzia delle entrate, comuni etc.).

L’annullamento (detto “sgravio”) lo dovrai chiedere direttamente all’ente creditore a cui è riferito il tributo.

Per esempio: se il comune chiede all'Agenzia delle Entrate-Riscossione di riscuotere la tassa sui rifiuti ma tu sei esentato dal pagarla o devi pagare solo una parte, dovrai chiedere al comune di annullare la richiesta in tutto o in parte.

La richiesta da rivolgere all’ente si chiama “autotutela”. Con l’autotutela chiedi all’ente di correggere il proprio errore. Se l’ente annullerà in tutto o in parte il debito, invierà all'Agenzia lo “sgravio”, cioè l’ordine di annullare il debito. L’Agenzia in questo modo cancellerà quel tributo dalla cartella.

Se invece l'Agenzia non riceve dall’ente lo sgravio è obbligata per legge a procedere con la riscossione.

Non c’è un termine per presentare la domanda, ma ti consigliamo di agire tempestivamente.

Inoltre, in alcuni casi specifici previsti dalla legge, puoi anche chiedere direttamente all’Agenzia delle entrate-Riscossione la sospensione della cartella e attendere l’esito delle verifiche dell’ente creditore.

Come richiedere l’annullamento con ricorso al giudice


Per chiedere di annullare in tutto o in parte il debito presente nella cartella puoi fare ricorso all’autorità giudiziaria competente. Nel documento che deciderai di impugnare (per esempio la cartella) troverai maggiori informazioni su come effettuare il ricorso e a quale giudice inviarlo.

Se il giudice ti darà ragione, accogliendo il riscorso, l’ente dovrà annullare il debito.

Tuttavia capita a volte che l’ente non si adegui alla decisione del giudice. In questo caso, potrai far valere le tue ragioni ricorrendo direttamente al giudice e iniziare il cosiddetto “giudizio di ottemperanza”. Si tratta di un ulteriore ricorso per ottenere che l’ente applichi quanto già deciso da altro giudice.

Per segnalare qualsiasi irregolarità riscontrata è possibile comunque rivolgersi al Garante del contribuente con richiesta scritta in carta libera, specificando i propri dati anagrafici e il codice fiscale.

È possibile richiedere uno sgravio totale o parziale: nel primo caso il tributo viene annullato per intero, nel secondo il tributo caso viene annullato solo in parte. Al provvedimento di sgravio, cioè di annullamento, del tributo dovrà seguire il rimborso, totale o parziale, delle somme eventualmente già pagate.